Dolcificanti: non sono tutti uguali

La ricerca del nostro organismo per il sapore “dolce” ha probabilmente a che fare con la tendenza evoluzionistica a favorire il consumo di cibi altamente calorici che per larga parte della storia della nostra specie ha rappresentato un elemento essenziale di sopravvivenza. Gli alimenti ricchi di calorie, infatti, sono stati ambiti e ricercati dai nostri antenati per decine di migliaia di anni, in quanto preziosi concentrati di energia nei periodi d’insufficiente apporto calorico.
Il nostro corpo continua a ragionare in termini evoluzionistici: ama tutti quei cibi che costituiscono una scorta di sicurezza contro la fame che ci ha accompagnato per secoli.
Tuttavia, in questo momento storico in cui obesità e diabete sono in crescita esponenziale, con età di insorgenza sempre minore, è importante mangiare bene. Ma il concetto di alimentazione sana che pervade ormai in maniera capillare il mondo moderno, non significa alimentazione priva di gusto.
La scelta di dolcificanti ed integratori a basso o a ridotto contenuto energetico rappresenta una strategia efficace per ridurre l’apporto calorico, favorendo il mantenimento di peso corporeo o il calo ponderale. Molti sono ormai i prodotti presenti sul mercato ma I dolcificanti non sono tutti uguali.
Per prima cosa si possono distinguere i dolcificanti di origine naturale e quelli di origine sintetica.

I dolcificanti di origine naturale.

Tra questi oltre all’ormai noto fruttosio, richiamiamo l’attenzione sulla taumatina, la stevia e l’eritritolo.

I dolcificanti di origine sintetica.

La saccarina è stato il dolcificante artificiale più utilizzato su scala mondiale, grazie al suo potere edulcorante da 300 a 500 volte superiore a quello dello zucchero. Poiché non viene metabolizzata dall’organismo, non apporta calorie. Oggi il suo utilizzo è in declino, scalzato da nuovi dolcificanti naturali, promossi grazie alle più recenti ricerche scientifiche.

Per molti anni la scena dei dolcificanti acalorici è stata occupata dall’aspartame, un dolcificante artificiale costituito da due amminoacidi (una molecola di acido aspartico ed una di fenilalanina), sottoforma di estere metilico. Gli amminoacidi forniscono 4 kcal/grammo: tuttavia grazie al suo elevato potere dolcificante (da 120 a 200 volte superiore a quello del comune zucchero), l’aspartame è utilizzato a dosi molto basse ed il suo contributo calorico è perciò poco rilevante. Per tale motivo è spesso utilizzato anche nell’industria alimentare per la realizzazione di prodotti light o a basso contenuto calorico. L’aspartame è chimicamente stabile fino a 200° pertanto non è adatto alla cottura. Poiché il potenziale ruolo cancerogeno dell’aspartame, soprattutto se utilizzato ad alte concentrazioni, è ancora oggetto di dibattito, i consumatori ed il mercato in generale negli ultimi anni si stanno orientando verso prodotti più naturali e privi di rischio.

Il ciclamato è un dolcificante acalorico con potere edulcorante circa 30 volte superiore al saccarosio. Attualmente è ancora controversa la questione della cancerogenicità di questo prodotto, basato su evidenze scientifiche contrastanti.