Diabete

Il termine diabete indica una serie di disturbi metabolici accomunati da abbondante produzione di urine (poliuria) e da un aumento esagerato della sete (polidipsia). In questo quadro rientra il diabete mellito, una forma di diabete caratterizzata dall’aumento della concentrazione di zuccheri (più precisamente di glucosio) nel sangue. In alcuni casi, quando la concentrazione di glucosio nel sangue supera una certa soglia, si può osservare anche la presenza di glucosio nelle urine (glicosuria). Questo disequilibrio dei normali livelli di glucosio è causato da un difetto nella secrezione o nell’azione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, che ha il compito di regolare proprio la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) .

Curva Glicemica

La curva glicemica rappresenta l’andamento della glicemia in un determinato lasso di tempo. Essa dipende dagli alimenti consumati, ma è anche influenzata da altri fattori quali ormoni, stress, infezioni e attività fisica. Gli alimenti con un indice glicemico (IG) più alto determinano un picco più marcato nella curva glicemica rispetto agli alimenti con basso indice glicemico.

Confronto tra le curve glicemiche determinate da due alimenti:
uno ad alto IG e l’altro a basso IG

Curva glicemica

La curva glicemica o curva da carico di glucosio viene utilizzata come analisi di laboratorio per valutare il metabolismo glucidico di un soggetto, legato all’azione dell’ormone pancreatico insulina. In base all’alterazione di tali parametri è possibile valutare se un soggetto sia affetto da diabete mellito o da altre alterazioni del metabolismo glucidico.

Glicemia (mg/dL)
A digiuno 2 h dopo la somministrazione di 75 gr di glucosio
Normalità <100 <140
Alterata glicemia a digiuno(IFG) 100-126 <140
Alterata tolleranza glucidica(IGT) <100 <140-200
IFG/IGT <100-126 <140-200
Diabete mellito >126 >200

Un altro parametro importante per la diagnosi di diabete mellito è l’emoglobina glicata(HbA1c), che riflette l’andamento della glicemia negli ultimi 2-3 mesi. Un valore di emoglobina glicata maggiore o uguale a 6.5% (48 mmol/mol) è diagnostico di diabete.

Poiché il diabete è una patologia in cui c’è un alterato metabolismo dei carboidrati, è necessario tenere sotto controllo l’alimentazione al fine di evitare condizioni di iper/ipoglicemia. In tal senso è importante impostare la dieta anche tenendo conto degli indici glicemici dei vari alimenti. Ad esempio, nel caso degli zuccheri, ne esistono alcuni con un indice glicemico più basso rispetto a quello del glucosio e del saccarosio, come ad esempio il fruttosio. Il metabolismo del fruttosio è indipendente dall’insulina per cui, grazie al rilascio più graduale di zuccheri nel sangue, determina una curva con apice meno elevato. Per questo motivo il suo impiego controllato e nel contesto di un’alimentazione corretta e bilanciata non è controindicato nella dieta di persone affette da alterato metabolismo glucidico.

Diabete di tipo 1

Il diabete mellito di tipo 1 (detto comunemente anche diabete insulino-dipendente) è una malattia cronica dovuta a una mancanza di produzione di insulina da parte del pancreas.
Le cause sono da rintracciare in una combinazione di fattori genetici, immunologici e ambientali. Nella maggioranza dei casi il diabete mellito di tipo 1 insorge nell’infanzia o nell’adolescenza e si manifesta in conseguenza alla distruzione, operata da anticorpi, delle cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina. Per tale motivo, il diabete di tipo 1 è definito come una patologia autoimmune, cioè dovuta ad una reazione immunitaria diretta contro componenti dell’organismo umano. I soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1 devono assumere insulina esogena ogni giorno e per tutta la vita.

Il diabete di tipo 1 si manifesta con alcuni sintomi caratteristici:

  • Poliuria: frequente necessità di urinare;
  • Polidipsia: aumento esagerato della sete;
  • Polifagia paradossa: aumento della fame e della necessità di alimentarsi, ma con perdita di peso;

Diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 (diabete non insulino-dipendente) è la forma di diabete mellito più frequente; è più comune in età avanzata, sebbene siano in aumento i casi in età pediatrica e negli adolescenti, e la sua insorgenza è spesso correlata con il sovrappeso e l’obesità, soprattutto in quei soggetti geneticamente predisposti. Infatti, un’alimentazione eccessiva e non equilibrata, costituita soprattutto da carboidrati, comporta un aumento di zuccheri nel sangue (iperglicemia) che stimola una sovraproduzione di insulina (iperinsulinemia). Come conseguenza, alcune cellule del corpo umano reagiscono attivando dei meccanismi di insulino-resistenza: ciò significa che l’insulina non è più in grado di svolgere il suo compito di ridurre la glicemia favorendo l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule, in particolare quelle che compongono fegato, muscoli e tessuto adiposo, dove questo zucchero verrebbe utilizzato per molteplici funzioni metaboliche.

L’alimentazione nei soggetti affetti da diabete di tipo 2 riveste un ruolo fondamentale, soprattutto quando la patologia è correlata a una condizione di obesità. In tali casi il medico può prescrivere un trattamento dietetico, che prevede un controllo del tipo di alimenti assunti e delle calorie introdotte, spesso affiancato dal supporto di una terapia farmacologica e di un adeguato esercizio fisico. In questo modo si aiuterà il soggetto a controllare il peso e a mantenere un corretto profilo glicemico.