Usare il sale con moderazione: perché?

Il sale da cucina è un alimento che non manca mai dalle nostre tavole. È un ottimo esaltatore di sapidità e aiuta a conservare alcuni cibi. Il sale da cucina è reperibile in natura, sia come cristallo terrestre (la salgemma), sia come prodotto ottenuto dell’evaporazione dell’acqua marina nelle saline.

Dal punto di vista chimico, il sale da cucina è costituito da ioni cloro e sodio (cloruro di sodio) e in alcuni casi possono essere presenti tracce di altri elementi come lo iodio o il magnesio. Il cloruro di sodio è una sostanza importante per l’organismo, in particolare, i suoi componenti sotto forma di ioni sono fondamentali per la trasmissione dei segnali lungo le fibre del sistema nervoso.

La quantità di sodio contenuta normalmente negli alimenti è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero. Pertanto, chi segue un’alimentazione bilanciata non necessita di aggiungere ulteriore sale ai cibi. Il fabbisogno di sodio può aumentare soltanto in condizioni particolari, come in caso di sudorazione abbondante dovuta al caldo o all’attività fisica prolungata.

Cosa comporta consumare troppo sale?

Un consumo eccessivo di sale da cucina può favorire l’aumento della pressione arteriosa (ipertensione). Nelle persone predisposte, o in chi consuma troppo sale, possono manifestarsi problemi a carico del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni. Un apporto eccessivo di sodio, inoltre, sembra aumentare l’eliminazione del calcio e di conseguenza aumenta il rischio di osteoporosi. Ridurre la quantità di sale è importante per il benessere complessivo dell’organismo.

Come si può ridurre il consumo di sale?

Il primo passo è cercare di ridurre gradualmente il sale utilizzato per condire gli alimenti. Il nostro palato si abitua in poche settimane se educato al consumo di alimenti meno salati. Per non perdere di sapore si possono usare in alternativa erbe aromatiche e spezie che conferiscono un sapore piacevole senza apportare sale.

Poi è importante cercare di consumare il meno possibile prodotti trasformati ricchi di sale. Il pane, i grissini, i cracker e altri prodotti da forno sono tra le principali fonti di sale. Nonostante contengano meno sale di alcuni formaggi o insaccati, i derivati dei cereali rappresentano la fonte più consistente di sale che viene introdotta con la dieta perché vengono consumati con maggiore frequenza. Per favorire il giusto apporto di carboidrati, senza incidere sull’apporto di sale, è meglio optare per i cracker e i grassini senza sale.

Tipi di sale e utilizzi

Saper scegliere il giusto tipo di sale è importante. Sul mercato sono presenti diversi tipi di sale che possono essere utilizzati per diverse esigenze alimentari.

Il classico sale da cucina è il sale raffinato. Questo sale contiene cloruro di sodio in elevato grado di purezza (99,99%). Può essere di origine marina o di origine minerale (salgemma). Il processo di raffinazione purifica il sale da alcune sostanze mantenendo soltanto sodio e cloro.

Il sale integrale contiene sempre cloruro di sodio ma non è stato raffinato. Contiene anche tracce di iodio, magnesio, zinco, rame e altri elementi.

Il sale iodato è un sale addizionato in iodio. È utile per le persone che soffrono di carenze di iodio legate a problemi a livello della tiroide.

Il sale iposodico è utile per chi soffre di problemi cardiovascolari. Una parte di cloruro di sodio è sostituita da cloruro di potassio. È spesso consigliato per tenere sotto controllo i normali livelli di pressione arteriosa.